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PUR DI NON SBAGLIARE SI SBAGLIA

In una società che si sta progressivamente impegnando a promuovere l’inclusione e la parità di diritti per le persone disabili, un concetto controverso emerge: “Pur di non sbagliare, si sbaglia”. Questa frase racchiude il timore di proteggere eccessivamente le persone con disabilità, privandole della possibilità di scoprirsi attraverso nuove esperienze e di superare i propri limiti.

È comprensibile che si cerchi di proteggere coloro che sono più vulnerabili e che si desideri evitare che si trovino in situazioni difficili o pericolose. Tuttavia, vi è il rischio che, in questo sforzo di prevenzione, si creino barriere invisibili che impediscono loro di vivere la vita al massimo delle proprie possibilità.

Spesso, la paura dell’ignoto e il bisogno di protezione portano a creare una sorta di “cupola protettiva” intorno alle persone disabili. Questa cupola può essere metaforica, ma ha conseguenze reali: chi è al suo interno viene tenuto lontano da nuove esperienze e dai rischi che contraddistinguono il percorso di crescita e di apprendimento.

In questa situazione, le persone con disabilità sono costrette a vivere in una comfort zone, in cui la loro autonomia e le loro capacità non vengono pienamente sviluppate. Finiti in uno spazio isolato, spesso trovano difficile uscirne da soli o con aiuti esterni.

È fondamentale superare questa paura dell’ignoto per raggiungere il progresso sociale e individuale per le persone disabili. Solo rompendo le catene della protezione e consentendo loro di esplorare nuovi orizzonti, potranno crescere, imparare e scoprire il loro vero potenziale.

La società nel suo complesso deve contribuire a creare un ambiente che favorisca l’inclusione, consentendo alle persone con disabilità di partecipare pienamente alla vita sociale, economica e culturale. E’ necessario che le istituzioni, le organizzazioni e gli individui promuovano l’accessibilità e costruiscano ponti tra diverse realtà.

L’accesso all’istruzione inclusiva, ad esempio, è un diritto fondamentale per le persone con disabilità. Questo permette loro di sviluppare abilità e competenze, ma anche di entrare in contatto con persone diverse e di acquisire una prospettiva più ampia del mondo.

Inoltre, è importante puntare su programmi di formazione professionale, offrendo opportunità lavorative ai disabili, al fine di favorire la loro indipendenza economica e la loro piena inclusione nella società.

Ma non basta concentrarsi solo sulle politiche e sulle istituzioni. Anche come individui dobbiamo rivedere la nostra mentalità e superare i nostri pregiudizi. Dobbiamo smettere di vedere le persone con disabilità come individui da proteggere, ma piuttosto come esseri umani che meritano le stesse opportunità che spettano a tutti.

In conclusione, il concetto di “Pur di non sbagliare, si sbaglia” ci invita a riflettere sulla necessità di superare la paura dell’ignoto per permettere alle persone disabili di vivere appieno le loro vite. Solo abbattendo le barriere invisibili che li circondano e promuovendo l’inclusione e l’accessibilità, potremo dare loro la possibilità di scoprire nuove esperienze, superare i propri limiti e contribuire al progresso sociale e individuale delle comunità in cui viviamo. Superare queste barriere non è solo una responsabilità della società, ma un dovere di tutti noi.

Marcos Cappato