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LA GEOTERMIA PIACE ALLA LEGA, MA NON L’AGROFOTOVOLTAICO

Piace alla Lega la produzione di energia pulita da fonti geotermiche, molto meno invece l’agrovoltaico che ruba terreno alle coltivazioni; l’Europa, invece, dovrebbe essere esempio di resilienza e di innovazione

L’energia geotermica, di cui siamo sempre stati grandi fautori, ha un nuovo paladino. Si tratta dell’europarlamentare della Lega, Angelo Ciocca, membro della commissione Industria, ricerca ed energia, che ha espresso il suo disappunto riguardo alle politiche ideologiche e strumentali dell’Europa, a margine della discussione in plenaria sull’energia geotermica.

“L’Europa si trova per l’ennesima volta davanti a un momento storico carico di paradossi e assurdità – si legge in una nota stampa dell’eurodeputato – Un’Europa incapace di affrontare i problemi e rispondere alle vere esigenze dei cittadini, concentrata più su pannelli fotovoltaici che su soluzioni più efficaci e sostenibili come l’energia geotermica.

Un’Europa che, anziché proteggere la sua autonomia alimentare ed energetica, si è lasciata indebita alle politiche deboli e dannose della Bce, che hanno portato solo all’aumento dell’inflazione e all’impoverimento delle famiglie e delle imprese“.

Ciocca è chiaramente contrario alle soluzioni di agrofotovoltaico: “A Vercelli – afferma – campi coltivati per secoli sono stati sostituiti da pannelli fotovoltaici, mentre l’Europa continuava e continua tutt’oggi a ignorare le potenzialità dell’energia geotermica, che potrebbe offrire una soluzione efficace e davvero sostenibile per la produzione di energia“.

Questa volta Ciocca è convinto che l’Europa “dovrebbe essere un esempio di resilienza e innovazione ma oggi è incapace di affrontare le sfide del nostro tempo. È necessario un cambiamento radicale.

È tempo di agire con coraggio e determinazione, per costruire un mondo migliore per i nostri figli, che hanno avuto la fortuna di nascere qui e non in Congo, dove a migliaia vengono sfruttati per l’ottenimento di quelle stesse materie prime che servano per la tanto sbandierata transizione green, solo di facciata“.

Fonte: Greenplanner Magazine